Camerun


 

Camerun
Il Camerun è un paese dell’Africa Centrale, esteso fra 2° e 13° N, la cui forma evoca approssimati-vamente un triangolo che dal Golfo di Guinea si spinge fino al lago Ciad.
Confina a nord-est con il Ciad, a est con la Repubblica Cen-trafricana, a sud con la Repubblica del Congo, con il Gabon e la Guinea Equatoriale, a sud-ovest si affaccia sul Golfo di Guinea, con un’estensione costiera di 402 km, e a nord-ovest confina con la Nigeria.
Dal punto di vista naturale e culturale, il paesaggio presenta una varietà così grande, dalla costa nel Sud-Est fino all’estremo Nord, che è anche chiamato “Africa in miniatura”. Quasi i tre quarti del territorio si situano a più di seicento metri d’altitudine e sono composti da colline, altipiani, montagne.
Nel sud del territorio si estende la pianura costiera, coperta da una lussureggiante foresta pluviale, ricca di specie preziose. Nella parte più occidentale del paese la massa del monte Camerun, con i suoi 4.100 m, si affaccia sul Golfo del Biafra; è il vulcano attivo più importante del continente e il picco più alto dell'Africa centrale e occidentale. Questo vulcano è conosciuto, dalla popolazione del luogo, come monte Faka o anche "Carro degli Dei". Si dice, infatti, che nel V secolo a.C, il generale cartaginese Annone, durante un viaggio lungo la costa atlantica africana, sorpreso dalla violenta eruzione del vulcano, lo avesse chiamato in questo modo.
Il centro è occupato dall’altopiano dell’Adamaoua, con cime che raggiungono i 1.400 m di altitudine, regno della savana, mentre il nord è caratterizzato da una zona paludosa, a ridosso del lago Ciad.
Dal punto di vista climatico, le differenze nelle precipitazione tra una regione e l’altra sono sbalorditive. In alcune zone dell’estremo nord la pioggia è appena sufficiente per permettere le coltivazioni agricole, mentre nel sud-ovest, sulle pendici del Monte Camerun, si trova l'area più piovosa dell'Africa. Si superano i 10.000 mm all'anno a Debundsha, stretta tra l'Oceano e l'alto vulcano, per cui le correnti che provengono dal Golfo di Guinea scaricano in pioggia tutta la loro umidità, soprattutto al di sotto dei 2000 metri. Douala, situata a sudest di Debundsha, senza l'effetto stau sfiora comunque i 4000 mm/anno.
L'elevata piovosità favorisce lo sviluppo della foresta pluviale, tipica delle aree equatoriali in cui si combinano temperature elevate (e costanti per tutto l'anno) e abbondanza di piogge, con assenza di una vera stagione secca: il periodo meno piovoso è l'inverno boreale.
A nord la stagione delle piogge va da giugno a settembre; a sud le leggere piogge di marzo e aprile sono seguite da veri e propri diluvi tra maggio e novembre. L’umidità nel sud aumenta vertiginosamente nei mesi di luglio e agosto.

 

   
       
  Motto: Pace, Lavoro, Patria
Informazioni
 Nome completo:  Repubblica del Camerun
 Nome ufficiale:
 République du Cameroun
 Republic of Cameroon
 Lingua:

 francese, inglese (ufficiali), bantu,
 
dialetti sudanesi, semibantu

  Religione:  Cattolici 34,7%, religioni tradizionali 
 26%, musulmani 21,8%, protestanti
 17,5%
 Capitale:
 Yaoundé (1.344.617 abitanti  (2006)
Politica
 Governo:  Repubblica
 Capo di stato:  Paul Biya
 Primo Ministro:  Ephrahim Inoni
 Indipendenza:  Dalla Francia il 1 gennaio 1960
 Ingresso nell'ONU:  20 settembre 1960
Area
 Totale:

 475.440 km²

 Estensione costiera:

 402 km

 % delle acque:  1,3 %
   Popolazione 
 Totale (2005):  16.322.000 ab.
 Densità:  34 ab./km²  
 Geografia 
 Continente:  Africa
 Fuso orario:  UTC +1
 Altezza massima:  Camerun, 4.100 m
 Economia 
 Valuta:  Franco CFA: 1 = 0,00152 €
 PIL (PPA)  (2006):  40.131milioni di $
 PIL procapite
 (PPA)
(2005):
 2.199 $
 ISU (2005):  0,532 (medio)
 Energia:  
Varie
 TLD:  .cm
 Prefisso tel.:  +237
 Sigla autom.:  CAM
 Inno nazionale:  Chant de Ralliement
La maggior parte dei fiumi del Camerun sono larghi e di portata notevole, che raggiunge il suo massimo livello durante la stagione delle piogge.Tra i principali fiumi si annoverano il Sanaga e il Nyong, che scorrono da est verso l’Atlantico, e il Logone, che dall’altopiano centrale si getta nel lago Ciad. Nel bacino di quest’ultimo, una fitta rete di corsi d’acqua, tra i quali il fiume Benue, collega il paese con il vasto sistema del fiume Niger a nord e a ovest, mentre a sud-est scorrono numerosi tributari del fiume Congo. Di grande bellezza sono le numerose cascate che costellano il paesaggio, tra cui le cascate di Ekom Nkam e quelle che forma il fiume Lobé, a sette km da Kribi, gettandosi direttamente nell’Atlantico dai picchi rocciosi che chiudono verso sud una immensa spiaggia di sabbia dorata.
 
Anche le popolazioni contribuiscono ad arricchire la gran varietà di aspetti del paese.
Il Nord è popolato in prevalenza da Arabi Choa, Massa, Tupuri, Mboum, Tikar, Fulbé, Kirdi. Le montagne dell’Ovest sono l’habitat in particolare dei Bamileke e Bamoun, la costa è abitata dai Douala, Batanga; all’Est vivono i Maka, i Kaka, i Gbaya e gruppi di pigmei; mentre il Centro-Sud è popolato dai Bafia, i Sanaga, gli Eton, gli Ewondo, i Bulu, i Fang, gli Yambassa, i Manguissa.
Il 47% della popolazione vive in villaggi rurali. I maggiori insediamenti si trovano nelle zone meridionali e centrali del paese. Le aree settentrionali sono popolate da allevatori seminomadi, mentre nelle foreste pluviali si trovano ancora alcune comunità di pigmei.
 
La storia
 
 
Quasi sicuramente gli Egiziani, i Cartaginesi, i Greci e i Romani ebbero una qualche conoscenza del territorio dell’ Africa Centrale chiamato oggi Camerun.
Degna di interesse è la relazione attribuita ad Annone, famoso navigatore del VI secolo a.C., che scopre “una grande montagna” che lascia scorrere “ruscelli di fiamme”, un vulcano che egli chiama “il carro degli dei” e che verosimilmente potrebbe essere il Monte Camerun, ancora oggi attivo in maniera episodica.
 
Le migrazioni
 
Più vicina a noi è, invece, la storia tramandata oralmente delle diverse migrazioni che hanno popolato il Camerun. Per molto tempo, il Sud del paese, in piena foresta, fu un territorio abbastanza ostile che non permise insediamenti umani. La zona di savana del Nord, invece, fu teatro delle vicende storiche dei popoli che abitavano le rive del lago Ciad.
Un popolo leggendario, i Sao, sembra essere installato sulle rive del lago già verso gli anni 500, con delle ramificazioni all’interno del Camerun. Seppelliva i suoi morti in grandi urne, simili a bicchieri per bere, cosa che spiega come la tradizione ne abbia fatto un popolo di giganti. Di loro si conservano statuette di antenati e oggetti di bronzo.
Duecento anni dopo, il territorio è invaso da popolazioni provenienti dall’Est, e il popolo Sao sparì. Nacque, nella zona, l’impero di Kanem, che appare già nelle cronache del Medio Evo e che introduce l’Islam nel paese verso il XV secolo, spingendosi fino all’Adamaoua.
Già dal XVII secolo, inoltre, i Fulbé, provenienti dall’Ovest, si erano infiltrati, pacificamente con le loro mandrie, fino ai pascoli del Nord Camerun.
Nel XVIII secolo, stanchi d’essere vassalli di quei popoli, i Fulbé si sollevarono e conquistarono tutto il paese che li aveva accolti fino all’ Adamaoua.
Le popolazioni bantu furono spinte a Sud e iniziarono a popolare la zona di foresta, abitata dai pigmei, incontrando i gruppi bantu che salivano dal Sud, dal Gabon e dal Congo.
 
L’avventura occidentale
 
Più precise sono invece le tappe dell’avventura occidentale che si spinge a toccare il Camerun. Nel 1472, sotto il regno di Ferdinando V del Portogallo, i marinai guidati da Fernando Po’o entrano nell’estuario del fiume Sanaga che loro battezzano “rio dos camaroes” a causa dell’enorme quantità di gamberi che vi trovano. Il paese intero, con alcune variazioni linguistiche, sarà ormai chiamato “Camerun”.
I portoghesi vi fondano un posto di commercio, ma durante i tre secoli che seguono la scoperta del Camerun, i documenti non menzionano altro commercio, se non quello della tratta negriera.
Nel 1596, i portoghesi furono soppiantati dagli olandesi che s’impadroniscono
del!a capitaneria di Sao Tomé. Qui, all’ inizio del XVII secolo, vi si compravano tra i 400 e i 500 schiavi l’anno e delle perle blu. I principali centri della tratta negriera furono i villaggi della regione costiera di Limbe e soprattutto Douala.
Il commercio degli schiavi si estese presto all‘interno del paese, dove i capi della costa inviavano intermediari per catturare o comprare schiavi e rivenderli agli europei.
Il monopolio olandese fu rotto già alla metà del XVIII secolo dai francesi e dagli inglesi che venivano a completare in Camerun il loro carico di schiavi e vendere le loro mercanzie ai re Douala e Malimba, senza però istallarsi sul continente.
 
Gli esploratori inglesi
 
È solo nel 1827 che gli inglesi s’installarono nel!’isola ormai chiamata Fernando Po’o, l’attuale isola di Bioko, e da lì iniziarono l’esplorazione del Biafra e del!a costa camerunese.
V’introducono missionari, commercianti ed esploratori sostenuti dall’African Society, tutti più o meno attivi sia per l’abolizione del!a tratta negriera che per l’acquisto di nuove terre.
Molti trattati furono firmati tra il 1840 e il 1852 fra i capi locali e i rappresentanti dell’Inghilterra, fra cui quelli firmati da James Beecroft, il 19 dicembre 1850 e il 24 aprile 1852 che prevedevano l’abolizione della tratta.
Negli stessi anni, divennero particolarmente attivi i missionari e i mercanti inglesi, che successivamente, insieme con i tedeschi, diedero avvio all’esplorazione delle regioni interne (1860); nel 1884 la Germania stabilì a Douala un protettorato, che nel trentennio successivo, a seguito di ripetuti accordi con la Gran Bretagna (1886, 1893) e la Francia (1894, 1911), si ampliò fino ai confini dell’attuale Ciad. Nel 1912, dopo l’incidente di Agadir, la Germania ottenne dalla Francia la cessione di altri territori, in cambio del riconoscimento del protettorato francese sul Marocco. Le difficoltà dei trasporti e la resistenza della popolazione locale impedirono ai tedeschi il pieno sfruttamento della regione, nella quale essi crearono tuttavia vaste piantagioni di cacao, palma e caucciù, costruirono strade e avviarono i lavori di costruzione di una ferrovia e del porto di Douala.
Nel 1916 le forze anglo-francesi invasero la colonia; dopo la prima guerra mondiale, con il trattato di Versailles (1919), un quinto del territorio (la parte contigua alla Nigeria, alla quale venne unito) venne assegnato alla Gran Bretagna, e i rimanenti quattro quinti alla Francia, in qualità di mandati, dalla Società delle Nazioni.
 
L’indipendenza
 
Nel 1945 il Camerun passò sotto la tutela delle Nazioni Unite. Negli anni successivi crebbe il fermento politico nei territori francesi, dove si sviluppò una campagna per l’indipendenza che nel 1958 sfociò nell’ottenimento della piena autonomia e, nel 1960, nella creazione di uno stato indipendente. Ammesso nell’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) nel settembre del 1960, il paese prese il nome di Camerun Orientale e Ahmadou Ahidjo, premier sin dal 1959, ne divenne il primo presidente.
Nel 1961, in seguito a un referendum organizzato dall’ONU, il Camerun britannico si divise in due parti: la regione settentrionale, musulmana, rimase unita alla Nigeria, mentre quella meridionale, cristiana e animista, si unì al Camerun Orientale dando luogo alla Repubblica federale del Camerun.
 
Ribellione e unità
 
Subito dopo l’indipendenza, la vita del nuovo stato fu travagliata da conflitti autonomistici. Nel sud bamileke e cristiano esplosero violente agitazioni contro il regime dominato dal nord musulmano. Nel 1963 Ahidjo, un fulani musulmano del nord, represse nel sangue la rivolta dell’Unione del popolo camerunese, un partito rivoluzionario e nazionalista ostile al centralismo di Yaoundé. Nel 1966, i sei principali partiti camerunesi furono costretti a fondersi nell’Unione nazionale camerunese (UNC), rinominata nel 1984 Raggruppamento democratico del popolo del Camerun (RDPC), unico partito legale fino al 1990. Nel 1972 Ahidjo promosse un referendum popolare che trasformò il Camerun da stato federale a stato unitario, denominato Repubblica Unita del Camerun.
Rieletto nel 1975 e nel 1980, Ahidjo si dimise nel novembre del 1982 e fu sostituito da Paul Biya, già primo ministro, un cristiano del sud. I rapporti tra i due uomini politici si deteriorarono subito dopo e nel 1983 Ahidjo fu costretto all’esilio in Francia. Biya vinse le elezioni presidenziali nel 1984 e, con una modifica alla Costituzione, abolì la carica di primo ministro e cambiò nuovamente il nome del paese in Repubblica del Camerun.
 
L’incerta democratizzazione del regime
 
Nel 1990 le manifestazioni a favore delle libertà politiche si fusero con il malcontento causato dalla crisi economica, scuotendo il regime. A dicembre Biya abolì il monopartitismo. Nell’aprile del 1991, uno sciopero generale a Douala in sostegno delle elezioni fu severamente represso dall’esercito. Le prime elezioni si svolsero nel marzo 1992 in un clima di violenza, segnato da ripetuti scontri intercomunitari nel nord del paese, e videro la vittoria del RDPC, l’ex partito unico. Rieletto alla presidenza, Biya decretò lo stato d’assedio, mantenendolo fino alla fine dell’anno. Nel 1995 il paese venne accolto nel Commonwealth britannico.
Nonostante il diffuso malcontento per la grave situazione economica e per l’estesa corruzione del sistema politico, nel 1997 il Raggruppamento democratico del popolo si aggiudicò nuovamente le elezioni legislative, alle quali non parteciparono i principali partiti di opposizione; segnati da profonde divisioni (anche linguistiche, tra francofoni e anglofoni), questi non riuscirono a scalfire il potere di Biya, che nello stesso anno fu confermato alla presidenza con il 92,6% dei voti.
Nel 1998 l’arresto del giornalista Pius Njawe, condannato a un anno di carcere per aver divulgato notizie sullo stato di salute del presidente Biya, suscitò una campagna internazionale a favore della libertà di stampa nel paese. Alla richiesta di una maggiore libertà di espressione, si aggiunse, a partire dal 2000, la protesta contro la crisi economica, riacutizzatasi dopo alcuni anni di ripresa favorita dall’alto prezzo del petrolio e dai finanziamenti internazionali.
Le elezioni legislative svoltesi tra giugno e settembre del 2002 registrarono una nuova schiacciante vittoria del partito al potere, il Raggruppamento democratico del popolo, che si aggiudicò 149 dei 180 seggi dell’Assemblea nazionale; il maggior partito d’opposizione, il Fronte social-democratico, ottenne solo 22 seggi. La prova elettorale, contrassegnata da numerose irregolarità, fu contestata dalle opposizioni.
Una sentenza della Corte Internazionale di Giustizia delle Nazioni Unite riconobbe al Camerun, nell’ottobre del 2002, la giurisdizione sulla penisola di Bakassi, oggetto di una vecchia disputa di confine con la Nigeria; la sentenza venne ufficialmente accolta, sotto gli auspici delle Nazioni Unite, dai presidenti dei due paesi nel gennaio 2004.

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